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La carta dei rischi attualmente vigente indica la classificazione dei
pericoli sismici nei comuni effettuata nel 1984.
L'altra cartina indica invece la riclassificazione proposta nel 1998 ma mai
entrata in vigore.
N.C. Non classificati
Si tratta di quei comuni per i quali i dati storici e tettonici non
permettono di ipotizzare scosse di terremoto e fra questi rientrano quelli
del Salento.
3 Terza categoria
Segnala il pericolo di più bassa entità. In caso di scossa sismica, si
ipotizza che il terreno possa subire uno spostamento orizzontale con
un'accelerazione massima pari al 6 per cento dell'accelerazione di gravità.
In altri termini, se in queste aree le costruzioni non fossero antisismiche,
si potrebbero avere danni paragonabili a quelli causati da terremoti del
quarto-quinto grado della scala Mercalli: crepe nei pavimenti, oggetti
rovesciati, finestre che si rompono.
2 Seconda categoria
In caso di scossa sismica, si ipotizza un'accelerazione massima del terreno
in direzione orizzontale pari al 9 per cento dell'accelerazione di gravità.
In queste aree il terremoto potrebbe avere conseguenze para-gonabili a
quelle che si verificano in scosse del sesto-settimo grado della scala
Mercalli: danneggiamenti a edifici, anche di buona progettazione, da lievi a
moderati, oltre a danni notevoli a edifici costruiti con materiali scadenti.
1 Prima categoria
In caso di scossa sismica, si ipotizza un'accelerazione massima del terreno
in direzione orizzontale pari al 12 per cento dell'accelerazione di gravità.
I danni sarebbero simili a quelli causati da scosse dall'ottavo grado in su
della scala Mercalli: crollo di monumenti, edifici in genere, ribaltamento
di mezzi pesanti.
Fonte: Servizio Sismico
Nazionale
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