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Un terremoto (dal latino terrae motu ossia movimento della terra) è
un rapido movimento della superficie terrestre dovuto al brusco rilascio
dell'energia accumulatasi all'interno della Terra in un punto ideale
chiamato ipocentro o fuoco. Il punto sulla superficie della Terra, posto
sulla verticale dell'ipocentro è detto epicentro.
I terremoti si concentrano in genere
in zone delimitate.
Con la teoria della tettonica a placche formulata per la prima volta da
Wegener nel 1915, è stata data una spiegazione della distribuzione degli
eventi sismici e dei vulcani, e di alcuni fenomeni morfologici come la
formazione delle grandi catene montuose.
Questa teoria afferma che i terremoti tendono in genere a concentrarsi
lungo i margini tra le diverse placche (o zolle) componenti lo strato più
superficiale del nostro pianeta (la litosfera). I terremoti possono
verificarsi in prossimità di vulcani attivi e di catene montuose di
recente formazione.
Anche la sismicità della penisola italiana presenta una sua caratteristica
distribuzione interpretabile con la teoria della tettonica a placche. La
penisola italiana, come tutto il bacino del Mediterraneo, è interessata da
un'intensa attività sismica che si verifica in aree che sono state
identificate secondo tale teoria come sede di equilibri dinamici tra la
zolla Africana e quella Eurasiatica. In particolare si ha una notevole
attività sismica lungo la catena appenninica e l'arco calabro, ossia in
corrispondenza delle strutture che sono state identificate come zone di
interazione tra la zolla Africana e quella Eurasiatica. Lo studio della
sismicità storica ha inoltre contribuito a individuare le regioni della
nostra penisola soggette ai terremoti più distruttivi. Tutto il territorio
nazionale è interessato da effetti almeno del VI grado della scala
Mercalli tranne alcune zone delle Alpi Centrali e della Pianura Padana,
parte della costa toscana, il Salento e la Sardegna. Le
aree maggiormente colpite in cui gli eventi hanno raggiunto il X e XI
grado d'intensità, sono le Alpi Orientali, l'Appennino settentrionale, il
promontorio del Gargano, l'Appennino centro meridionale, l'Arco Calabro e
la Sicilia Orientale.
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Fonte: Servizio Sismico
Nazionale |
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